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martedì 21 luglio 2026

Non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace

 


Leone XIV: non le armi atomiche ma il disarmo genera la pace

La Libreria Editrice Vaticana pubblica un nuovo volume del Papa intitolato “Disarmata e disarmante. La pace è un dono”. Curata da Alessandro Banfi, è la prima antologia che attinge a vari interventi di Robert Francis Prevost sul tema della pace dal giorno della sua elezione, l’8 maggio 2025, introdotti da un suo testo inedito
LEONE XIV
«Pace a voi!»: è stato questo il primo saluto che Gesù Risorto ha rivolto ai suoi apostoli (Gv 20,19). Questo è anche il primo dono che Cristo risuscitato ha offerto ai suoi amici e a tutto il mondo: la pace. Quel dono, però, non avveniva “a buon mercato”: il corpo glorioso del Maestro di Nazaret mostrava le piaghe della Passione. Egli ha attraversato l’odio, la violenza, il crucifige del mondo. Gesù Cristo ha subito l’ingiustizia, disarmato e disarmante, ed è risorto. L’annuncio evangelico s’inseriva e s’inserisce nella storia. Oggi come duemila anni fa.
La pace è il grande desiderio che agita molti cuori, ma è anche spesso minacciata, calpestata, irrisa. Oggi ben 103 Stati sono coinvolti in qualche maniera in una guerra sulla Terra (1). Le armi rimbombano e uccidono in Ucraina, in Medio Oriente, in Sudan, in Myanmar, nello Yemen, in Congo e in tante altre situazioni.
Il mio amato predecessore Papa Francesco coniò a suo tempo l’espressione «Terza guerra mondiale a pezzi» per descrivere una situazione di diffusa conflittualità, senza precedenti dalla fine della Seconda guerra mondiale. Ripercorrendo i miei interventi su questo tema, ora raccolti in quest’antologia, voglio sottolineare alcuni aspetti che mi stanno a cuore.
Innanzitutto, la pace è una responsabilità. Se il primo istinto di fronte a un problema che incontriamo, a una tensione che viviamo, a un’offesa che subiamo è quello di giudicare gli altri, di accusarli e perfino condannarli, sarà fatale che prima l’indifferenza e poi l’odio si sviluppino intorno a noi. Esiste un modo di vedere la realtà che distrugge e non costruisce. Invece la pace inizia da me. Inizia da noi.
Sant’Agostino diceva: «Sono tempi difficili, sono tempi duri, tempi di sventure. Vivete bene e, con la vita buona, cambiate i tempi: cambiate i tempi e non avrete di che lamentarvi» (2). Non possiamo chiedere la pace ai potenti del mondo se non cominciamo a viverla noi, a partire dai nostri rapporti quotidiani: nelle nostre famiglie, nelle nostre case, nelle nostre città, nei luoghi dove lavoriamo. La pace si costruisce con piccoli gesti quotidiani: un sorriso regalato, un’ingiuria perdonata, una parola buona.
Inoltre, la pace si edifica con la verità. Anche chi fa la guerra afferma di agire “in nome” della pace. Nessuno ha la sfrontatezza di dichiarare che vuole la guerra per la guerra: persino i potenti della Terra sanno che ogni persona aspira alla giustizia e desidera vivere in pace. Soprattutto dopo le terribili conseguenze degli eventi di Hiroshima e di Nagasaki, il ricorso alla guerra è sempre più un’«avventura senza ritorno», come scandì san Giovanni Paolo II (3).
Ho rievocato più volte l’accorato appello che san Paolo VI rivolse all’Assemblea delle Nazioni Unite. Quel che unisce gli uomini, notava il mio venerato predecessore, è un patto suggellato «con un giuramento che deve cambiare la storia futura del mondo: non più la guerra, non più la guerra! La pace, la pace deve guidare le sorti dei popoli e dell’intera umanità!» (4).


Soprattutto nell’era atomica, l’affermazione della verità deve farsi strada: non sono le armi atomiche che generano la pace, ma il disarmo. Tale verità, che sembrava acclarata nei decenni scorsi, durante i quali abbiamo assistito ad una de-escalation nucleare, è stata offuscata da una corsa agli armamenti che oggi spaventa e atterrisce. Come scrisse il cantautore e poeta Bob Dylan rivolgendosi figurativamente alla Bomba atomica, in una sua composizione poetica: «Ti odio perché ti ha fatto l’uomo e l’uomo ti possiede e l’uomo ti maneggia» (5).

La Chiesa pone umilmente oggi all’attenzione di tutti una domanda: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra? La combinazione del dominio cibernetico con il riarmo globale induce a porre seriamente tale questione.

La pace cerca testimoni. Quest’antologia ce lo fa presente con la forza di tanti volti. Le figure di cui qui si parla, tra cui il beato Floribert Bwana Chui, i servi di Dio Giorgio La Pira e Dorothy Day, sono emblematiche di tanti uomini e donne che, in prima persona, hanno favorito la pace, vincendo la tentazione della corruzione, soccorrendo i poveri, favorendo la diplomazia.

Accanto a uomini e donne conosciuti, la pace è incarnata da “protagonisti non famosi” che hanno seguito la propria coscienza. È già accaduto nella storia che si arrivasse vicini alla catastrofe nucleare. Le cronache raccontano che la decisione di un singolo uomo, l’ufficiale sovietico Stanislav Petrov, contribuì a evitare una possibile guerra atomica globale: era il 26 settembre 1983. I radar del bunker vicino a Mosca, dove Petrov era di guardia, segnalarono il lancio di diversi missili balistici intercontinentali dagli Stati Uniti diretti verso l’Unione Sovietica. Si trattava però di un errore del sistema satellitare sovietico di localizzazione. Petrov, contravvenendo agli ordini, decise di non segnalare il presunto attacco: una scelta compiuta con la coscienza di chi sapeva che quel semplice gesto avrebbe potuto causare milioni di morti.

Un mondo in cui siano le macchine, per quanto sofisticate e più veloci di noi, a decidere un bombardamento su persone inermi sarebbe davvero spaventoso. La coscienza di un singolo uomo può valere il mondo intero.

La pace, infine, ha bisogno di speranza. La Chiesa continuerà a predicare la carità verso tutti gli uomini e le donne. Se c’è qualcosa che il mondo sta cercando oggi, credo sia un messaggio di speranza per il futuro. Guardiamo al domani con speranza, avendo trovato nel messaggio di Gesù l’unica fonte. Perché l’essenza dell’insegnamento di Cristo è questo: la carità, l’amore, il dare la vita per gli altri sconfiggono la morte, l’isolamento, la violenza: «Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza» (Gv 10,10).

A chi rischia di cadere nella tentazione della disperazione di fronte alle tante guerre in corso nel mondo, rivolgo l’invito che già Papa Pio XI estese a tutta la Chiesa: «Ringraziamo Dio perché ci fa vivere in tempi difficili. Ora, a nessuno è permesso essere mediocre». Dio ci guidi sulle strade della non-violenza. I credenti e le persone di buona volontà non smettano mai di operare come costruttori di pacificazione. Ciascuno faccia della pace la causa della propria vita.

Dal Vaticano, 19 giugno 2026



Il Papa a Montecassino implora la pace nelle regioni segnate da conflitti

 

Il Papa a Montecassino implora la pace nelle regioni segnate da conflitti



Visita privata, stamane 20 luglio, alla comunità monastica e all’Abbazia benedettina. La preghiera di Leone XIV sulla tomba del fondatore dell'Ordine, la recita dell'Ora Sesta, la visita ad archivio e biblioteca, poi il pranzo con i religiosi. L'abate dom Fallica: "Un dono inatteso; ci siamo sentiti confermati e incoraggiati nel nostro più ampio impegno per la Chiesa e l'umanità”. Intanto, si avvia la preparazione per il giubileo del 2029 quando si celebreranno i 1500 anni del monastero

Antonella Palermo - Città del Vaticano

A San Benedetto l'invocazione del Papa per la pace nel mondo. È il gesto di Leone XIV che stamane, 20 luglio, si è recato in visita privata alla comunità monastica e all’Abbazia di Montecassino, in provincia di Frosinone. Qui, contemplando la bellezza di una natura straordinaria, a oltre cinquecento metri di altitudine, si è fermato in preghiera sulla tomba del co-patrono d'Europa. Al fondatore dell'Ordine dei Benedettini, il Pontefice ha affidato, ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede attraverso il proprio canale Telegram, "l'implorazione per la pace in quelle regioni del mondo segnate dal sangue e dal conflitto".




La preghiera sulla tomba di San Benedetto   (@Vatican Media)

Leone torna dove era stato in visita da studente

“È stato un dono assolutamente inatteso – commenta a caldo ai media vaticani l’ abate dom Luca Fallica - perché la visita era strettamente privata e quindi c'era stato chiesto il massimo riserbo, e di fatto ci è stata confermata solamente ieri, per cui ho potuto avvertire la comunità solamente qualche ora prima dell'arrivo del Santo Padre e quindi davvero è stato tutto improntato a una grande semplicità e familiarità”. Nel più grande monastero al mondo per dimensioni e il secondo più antico d'Italia, dopo quello di Santa Scolastica e di Subiaco, il Papa, riferisce il padre abate, ha anche avuto modo di salutare in questa circostanza speciale ospiti e turisti. Leone ha pregato l'Ora Sesta insieme alla comunità di monaci, ha visitato l’Archivio e la Biblioteca e ha pranzato con la comunità prima di ripartire per Castel Gandolfo. “Credo che il Papa sia stato contento di poter visitare questo luogo in cui era stato solo tanti anni fa quando, mi diceva era ancora studente a Roma”.

Ascolta l'intervista con l'abate Dom Luca Fallica

Nel luogo dove Paolo VI proclamò Benedetto “Pacis Nuntius”

Oggi più che mai riecheggia quel versetto del Salmo 33 (34) «Cerca la pace e perseguila» citato da San Benedetto - di cui si è celebrata la memoria liturgica l'11 luglio - nel Prologo della sua Regola. L’affidamento del Papa a San Benedetto, precisa l’abate, si è svolto in quello stesso luogo dove nel 1964 aveva pregato San Paolo VI quando vi si era recato per riconsacrare la chiesa cattedrale dopo la distruzione bellica. Fu in quell'occasione che Montini proclamò San Benedetto patrono principale d'Europa definendolo Pacis Nuntius, ovvero testimone, annunciatore della pace. “Come Paolo VI allora, e come hanno fatto anche i pontefici successivi, sia Giovanni Paolo II sia Benedetto XVI, anche Papa Leone è salito a Montecassino come pellegrino di pace”. E ha potuto anche accendere la lampada che aveva portato allora nel 1964 lo stesso Paolo VI, la lampada per la pace.



L'accoglienza in monastero   (@Vatican Media)

Pregare per la pace e diventarne testimoni

L’impegno di pregare per la pace è quotidiano per questi monaci attraverso l'intercessione del loro fondatore. Tanto più in questo frangente, all’inizio del triennio di preparazione dell’anno giubilare del 2029 quando saranno ricordati i 1500 anni della nascita, secondo la tradizione, di Montecassino. Come dom Fallica ricorda, infatti, San Benedetto è giunto qui da Subiaco nel 529 e l’anniversario viene fin d’ora caratterizzato da riflessioni sul tema della pace, appunto, a cui seguirà il tema della luce e quello della speranza. “Sul grande portone d'ingresso della nostra abbazia c'è proprio la grande scritta PAX e io dico sempre che questa scritta da una parte accoglie la pace in coloro che salgono a Montecassino ma diventa anche una consegna che facciamo a tutti coloro che vengono qui e poi ripartono. Non si tratta solo di ricevere il messaggio della pace ma di diventarne testimoni, annunciatori laddove si vive”. E proprio dieci giorni fa, ad essere qui insignito del Premio Pacis Nuntius, inaugurato in vista del giubileo, è stato il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei latini.

La memoria delle ferite della Seconda guerra mondiale

Pregare per la pace in un luogo come questo significa fare memoria delle ferite dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Insomma, per Montecassino è una vocazione peculiare essere segno di pace proprio per la storia che ha vissuto: sono stati gli uomini della pace a ricostruire queste mura, ebbe a dire qui Papa Montini. “Conoscendo gli orrori della guerra, comprendiamo ancora con più grande compassione e misericordia – insiste ancora il padre abate della comunità - la sofferenza di tutti coloro che vivono oggi nella minaccia, nella morsa della guerra, dei conflitti. E quindi, a maggior ragione, c'è non solo la nostra preghiera, ma proprio l'impegno per la pace che cerchiamo di vivere anzitutto in comunità per irradiarla attraverso la nostra testimonianza e la nostra preghiera”.

La presenza del Papa, dono e impegno per l’umanità

“Ci siamo sentiti confermati e incoraggiati sia nel nostro impegno monastico ma anche nel nostro più ampio impegno ecclesiale”, conclude Fallica. Il dono di qualche ora condivisa con il Successore di Pietro si traduce ora in una missione “che possa fruttificare per il bene della Chiesa e per il bene dell'umanità intera”.

giovedì 2 luglio 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 05 Luglio 2026

domenica 05 Luglio 2026

XIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Colore Liturgico verde







Antifona

O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra. (Cf. Sal 47,10-11)

Si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, che ti riveli ai piccoli
e doni ai poveri l’eredità del tuo regno,
rendici miti e umili di cuore,
a imitazione di Cristo tuo Figlio,
perché, portando con lui il giogo soave della croce, 
annunciamo al mondo la gioia che viene da te.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Ecco, a te viene il tuo re umile.

Dal libro del profeta Zaccarìa
Zc 9,9-10

Così dice il Signore:
«Esulta grandemente, figlia di Sion,
giubila, figlia di Gerusalemme! 
Ecco, a te viene il tuo re.
Egli è giusto e vittorioso, 
umile, cavalca un asino, 
un puledro figlio d’asina.
Farà sparire il carro da guerra da Èfraim 
e il cavallo da Gerusalemme,
l’arco di guerra sarà spezzato, 
annuncerà la pace alle nazioni,
il suo dominio sarà da mare a mare
e dal Fiume fino ai confini della terra».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 144 (145)

R. Benedirò il tuo nome per sempre, Signore.

O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno,
lodare il tuo nome in eterno e per sempre. R.
 
Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
 
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
 
Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto. R.
 

Seconda Lettura

Se mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 8,9.11-13

Fratelli, voi non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene.
E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
Così dunque, fratelli, noi siamo debitori non verso la carne, per vivere secondo i desideri carnali, perché, se vivete secondo la carne, morirete. Se, invece, mediante lo Spirito fate morire le opere del corpo, vivrete.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno. (Cf. Mt 11,25)

Alleluia.

Vangelo

Io sono mite e umile di cuore.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 11,25-30

In quel tempo Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore.

mercoledì 18 marzo 2026

Prerghiera per la pace di Anonimo




 La pace è un tuo dono, Signore

Per ottenerla occorre pregare, amare, soffrire.

Occorre pregare di persona. Scomparire.

Signore, noi ci impegniamo

ad essere costruttori di pace,

non ci presteremo ad essere

strumenti di violenza e di distruzione;

difenderemo la pace pagando anche di persona,

se necessario.

Noi non ci rassegneremo ad un mondo

in cui altri esseri umani muoiono di fame,

restano analfabeti, mancano di lavoro.

Noi difenderemo la vita 

in ogni momento del suo sviluppo terreno,

ci sforzeremo con ogni nostra energia

di rendere questa terra

sempre più amabile per tutti.

Regna tu nei nostri cuori

e nell'umanità di questo millennio.

Noi non abbiamo paura di affidarci a Te,

ma tu guidaci, dacci la forza di seguirti

ogni giorno e in ogni situazione.

Eccomi o Signore.

Fammi seminatore di pace.

Signore , donaci la tua pace.


martedì 17 febbraio 2026

Progetto formativo della Croce Rossa(Vita Cattolica)

 Sapere come agire in caso di necessità di primo soccorso, conoscere il funzionamento di un defibrillatore per la rianimazione cardiopolmonare sia su persona adulta che su bambini e lattanti, oltre ai comportamenti richiesti in caso di disostruzione delle vie aeree (Blsd). E poi avere l’occasione di potersi confrontare sull’educazione sessuale e sulle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche su tematiche legate alla pace e alla prevenzione del bullismo.

Ci ha pensato la Croce Rossa di Palmanova a promuovere un percorso formativo appositamente progettato per giovani studenti «affinché possano sentirsi sicuri e preparati ad affrontare le sfide che la vita mette davanti».

L’intento degli operatori del Comitato della Cri della città stellata è entrare in una cinquantina di classi dell’Isis “Bassa Friulana”, dedicando il progetto a 700 studenti, grazie a una combinazione di lezioni interattive, esercitazioni e laboratori pratici.

Per questo è stata lanciata una raccolta fondi, progetto che fa parte di CiviCrowd for 2030, bando promosso da CiviBank per supportare iniziative capaci di generare un impatto positivo nel territorio in cui opera la banca.

Il contributo di tutti diventa fondamentale per consentire a ogni studente di partecipare gratuitamente ai percorsi di educazione al soccorso, alla salute e alla prevenzione. «Con il tuo contributo – recita l’appello della Cri – aiuti un’intera comunità scolastica a crescere, offrendo maggior sicurezza, consapevolezza delle proprie scelte, capacità di aiutare attivamente gli altri, relazioni sane, rispettose e inclusive, strumenti per affrontare pressioni, rischi e fragilità». Insomma, un investimento «in competenze che possono salvare vite e cambiare percorsi di crescita di centinaia di ragazzi e ragazze».

L’obiettivo è raccogliere 5 mila euro che saranno utilizzati per l’acquisto del materiale didattico (tra cui manichini e attrezzature varie per le esercitazioni di primo soccorso e Blsd), per coprire il costo degli specialisti coinvolti (psicologi, esperti in educazione sessuale, istruttori per le manovre salvavita, …), oltre a consentire la realizzazione di materiale informativo per gli alunni.
Il Comitato della Croce Rossa di Palmanova non è nuovo ad iniziative del genere, già proposte in precedenti anni scolastici (2022-23, 2023-24). «L’esperienza maturata ha dimostrato quanto questi incontri siano efficaci, richiesti e concreti – viene evidenziato dalla Cri –. Forti di questi risultati, intendiamo ampliare il progetto formando gli studenti di 50 classi, anche perché crediamo nel potere del sapere condiviso». E proprio “Il sapere è l’unico potere che cresce quando lo si condivide” è diventato lo slogan del Progetto di formazione studentesca Isis “Bassa Friulana”.

Tutti i dettagli sull’iniziativa e le informazioni su come donare si trovano su ideaginger.it, alla sezione CRI@Scuola.

mercoledì 31 dicembre 2025

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO – SOLENNITÀ giovedì 01 Gennaio 2026

 

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO – SOLENNITÀ giovedì 01 Gennaio 2026

 giovedì 01 Gennaio 2026

Messa del Giorno

MARIA SANTISSIMA MADRE DI DIO – SOLENNITÀ

Colore Liturgico bianco




Antifona

Salve, Madre santa: hai dato alla luce il Re
che governa il cielo e la terra nei secoli dei secoli.

Colletta

O Dio, che nella verginità feconda di Maria
hai donato agli uomini i beni della salvezza eterna,
fa’ che sperimentiamo la sua intercessione,
poiché per mezzo di lei abbiamo ricevuto l’autore della vita,
Gesù Cristo, tuo Figlio.
Egli è Dio, e vive e regna con te. 

Prima Lettura

Porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò.

Dal libro dei Numeri
Nm 6,22-27

Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla ad Aronne e ai suoi figli dicendo: "Così benedirete gli Israeliti: direte loro:
Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace".
Così porranno il mio nome sugli Israeliti e io li benedirò».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 66 (67)

R. Dio abbia pietà di noi e ci benedica.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti. R.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra. R.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. R.

Seconda Lettura

Dio mandò il suo Figlio, nato da donna.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Gal 4,4-7

Fratelli, quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.
E che voi siete figli lo prova il fatto che Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio, il quale grida: «Abbà! Padre!».
Quindi non sei più schiavo, ma figlio e, se figlio, sei anche erede per grazia di Dio.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Molte volte e in diversi modi nei tempi antichi
Dio ha parlato ai padri per mezzo dei profeti;
ultimamente, in questi giorni,
ha parlato a noi per mezzo del Figlio. (Eb 1,1-2)

Alleluia.

Vangelo

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino. Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 2,16-21

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima che fosse concepito nel grembo.

Parola del Signore.

domenica 14 dicembre 2025

Vatican News Angelus 14 dicembre 2025

 

Il Papa durante l'AngelusIl Papa durante l'Angelus

Leone XIV: Cristo dà voce agli oppressi e vince l'ideologia che rende sordi alla verità

All’Angelus il Papa commenta il Vangelo di Matteo e ribadisce che Gesù continua a parlarci attraverso i poveri, gli ultimi e i malati. Come Giovanni Battista, in carcere, a causa della sua predicazione, esorta a non perdere la speranza e a restare "una voce libera in cerca di verità e giustizia"

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

C’è il mondo del carcere che oggi, domenica 14 dicembre, celebra il suo Giubileo, ci sono pellegrini di varie nazionalità con striscioni e bandiere e semplici turisti ad ascoltare la riflessione di Papa Leone all’Angelus, in questa terza domenica d’Avvento, che muove dal Vangelo di Matteo. Giovanni il Battista si trova proprio dietro le sbarre a causa della sua predicazione ma pur soffrendo la prigionia non perde la speranza, anche in catene resta una voce libera in cerca di verità e di giustizia. E da quel carcere si interroga, cerca il Messia, domanda: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?".

Gli ultimi al centro

La risposta di Gesù, afferma il Pontefice, porta lo sguardo su coloro che Lui ha amato e servito e che oggi si trovano ancora al cuore della Chiesa. 

“Sono loro: gli ultimi, i poveri, i malati a parlare per Lui. Il Cristo annuncia chi è attraverso quello che fa. E quello che fa è per tutti noi segno di salvezza. Infatti, quando incontra Gesù, la vita priva di luce, di parola e di gusto ritrova senso: i ciechi vedono, i muti parlano, i sordi odono. L’immagine di Dio, deturpata dalla lebbra, riacquista integrità e salute. Persino i morti, del tutto insensibili, tornano alla vita. Questo è il Vangelo di Gesù, la buona notizia annunciata ai poveri: quando Dio viene nel mondo, si vede!”.

Cristo, speranza nell'ora della prova

La Parola di Dio, prosegue, ha una potenza di liberazione e di guarigione. Da qui, l’invito a gioire perché Cristo è la nostra speranza “soprattutto nell’ora della prova” quando la vita perde senso e fatichiamo ad ascoltare il prossimo.

Egli dà parola agli oppressi, ai quali violenza e odio hanno tolto la voce; Egli vince l’ideologia, che rende sordi alla verità; Egli guarisce dalle apparenze che deformano il corpoIl Verbo della vita ci redime così dal male, che porta il cuore alla morte. Perciò, come discepoli del Signore, in questo tempo d’Avvento siamo chiamati a unire l’attesa del Salvatore all’attenzione per quello che Dio fa nel mondo. Allora potremo sperimentare la gioia della libertà che incontra il suo Salvatore…

Appello per la Repubblica Democratica del Congo

Al termine della preghiera mariana, dopo aver ricordato le beatificazioni in Spagna e Francia e i tanti martiri coraggiosi uccisi per la loro fede, la voce di Leone si leva ancora in favore della pace. Il Pontefice esprime preoccupazione per la ripresa degli scontri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, vicinanza alla popolazione, ed invita a rispettare i processi di pace in corso. 

Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie dell'Arcidiocesi di Udine

  Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie L'arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha nominato nuovi parro...