Visualizzazione post con etichetta Papa Francesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Papa Francesco. Mostra tutti i post

mercoledì 10 giugno 2026

Papa Bergoglio e la luna

 

Papa Bergoglio e la luna

lunedì, 20 aprile 2026

VaticanMedia

di Gianni Valente

Roma (Agenzia Fides) - Il primo anniversario dalla fine della vita terrena di Papa Francesco sopravviene mentre l'attuale Vescovo di Roma è immerso in un impegnativo e sorprendente viaggio apostolico, circondato da quel popolo di Dio che anche Bergoglio tanto amava. Con tappe in ben quattro Paesi del Continente africano, dove lo hanno accolto e continuano a accoglierlo piccole comunità e moltitudini festanti, in terre raggiunte dall’annuncio cristiano nei tempi apostolici e in altre terre dove le comunità cristiane sono fiorite grazie all’opera di missionari e missionarie, negli ultimi secoli.

Anche questa circostanza fortuita si rivela preziosa per gustare e vivere in pienezza la gratitudine per il mistero della Chiesa in cammino nella storia, e anche la memoria grata verso il Successore di Pietro che ha lasciato questo mondo il 21 aprile 2025, Lunedì dell’Angelo, dopo che il giorno prima, domenica di Pasqua, con le ultime sue forze aveva benedetto il mondo dalla Loggia centrale dalla Basilica di San Pietro.

Nel mistero della Chiesa, nulla accade per caso. E anche dalle circostanze più ordinarie si possono sprigionare suggestioni di luce e conforto per tutti.

A un anno dalla sua morte terrena, mentre si dissipa la cortina fumogena in cui detrattori avvelenati e laudatores interessati avvolgevano i giorni e le stagioni del suo pontificato, la giusta distanza aiuta a cogliere i tratti e gli accenti delle le parole importanti che Papa Bergoglio ha sussurrato al cuore della Chiesa di Cristo, nel tempo in cui è stato lui il Vescovo di Roma.

Papa Bergoglio, da Successore di Pietro, ha certo ripetuto a modo suo che la fede non nasce dal cuore dell’uomo, ed è dono gratuito di Cristo, che può attirare a sé gli uomini e le donne di ogni tempo e ogni condizione. Ha ripetuto che per questo anche la Chiesa non vive di se stessa, ma solo della grazia di Cristo. Nel suo magistero quotidiano, nelle omelie, nelle catechesi, nei documenti, ha descritto innumerevoli dettagli e manifestazioni di questo tratto - la dipendenza in ogni suo passo alla grazie di Cristo - che connota come impronta genetica tutto il cammino della Chiesa nella storia.

Col sul magistero, Papa Bergoglio ha anche ripetuto che ogni forma di introversione ecclesiale, di auto-referenzialità, rappresenta una patologia. E che Cristo può sempre redimere la sua Chiesa dal ripiegamento su se stessa, dai clericalismi di vecchio e nuovo conio che sempre l’assediano, attirandola sempre a sé e rinnovandola sempre col suo perdono.

Già nel suo breve discorso alle congregazioni generali del 2013, prima del Conclave che lo scelse come Vescovo di Roma, per suggerire il mistero più intimo della Chiesa Bergoglio aveva ripreso riproposto la formula del "Mysterium Lunae", a lui tanto cara: quella con cui i Padri greci e latini dei primi secoli volevano suggerire che la Chiesa non brilla di luce propria, rimarrebbe un corpo opaco e buio, se Cristo non la illuminasse con la sua luce e la sua grazia, come il sole fa con la luna.

Proprio perché è di Cristo, non vive per se stessa e non brilla di luce propria - ha ripetuto anche Papa Francesco - la Chiesa è missionaria. Per sua natura non può compiacersi di se stessa, non può promuovere se stessa, non può annunciare se stessa. Può solo rimandare a altro da sè, Può solo rimandare alla grazia e all’opera di Cristo Risorto, che la fa vivere e la illumina, come fa il sole con la luna.

La conversione missionaria è stata la nota di fondo del Pontificato di Papa Francesco.

l’impeto e la domanda di una rinnovata missionarietà sono diventati come il palpito pulsante del suo magistero. Il filo rosso che ha attraversato tutto il suo esercizio del ministero petrino. Un filo che ora scorre tenace e fecondo nel magistero dell’attuale Successore di Pietro. assimilando i due Pontefici , nella diversità degli accenti e dei temperamenti, noncurante di tante stucchevoli e avvizzite elucubrazioni sulle “discontinuità” tra i registri personali dei diversi Vescovi di Roma. Quando era già partito per il suo primo viaggio in terre africane, con scelta suggestiva e emblematica, Papa Leone XIV ha fatto pubblicare la Lettera inviata il 12 aprile ai Cardinali per riproporre spunti emersi al Concistoro dello scorso gennaio nei gruppi di lavoro concentrati sulle prospettive missionarie suggerite da Papa Francesco nella sua Esortazione apostolica “programmatica”, la Evangelii gaudium. Nella sua Lettera, Papa Prevost ha richiamato anche «la necessità di rilanciare Evangelii gaudium per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato».

A un anno dalla fine della sua vita terrena, appare ancora più evidente che anche il Pontificato di Papa Francesco, con la sua inquietudine evangelica, rimandava a altro da sé. Il “Mysterum Lunae”, la formula e l’intuizione che per lui coglieva il cuore e il mistero della Chiesa, può essere applicato per analogia anche alla sua avventura cristiana e al tempo del suo ministero petrino.
Fin dai primi passi del suo Pontificato, Papa Bergoglio aveva detto al mondo che i miracoli non poteva farli lui, un povero «peccatore a cui Cristo ha guardato». Uno che non ha mai nascosto i suoi limiti, che non era andato a abitare nel Palazzo apostolico non per pauperismo ma «per motivi psichiatrici», perché preferiva vivere in una dimora dove fosse quotidiano il contatto con tante altre persone. Per anni ha ripetuto senza sosta che il cristianesimo non vince e avvince il mondo in forza di strategie papali, ma per “delectatio”, come diceva sant'Agostino; «per attrattiva», come anche lui ripeteva sempre sempre, citando Papa Ratzinger.
Per lungo tempo, circoli e commentatori hanno scelto la strategia di concentrare i riflettori in maniera esclusiva sulla figura del Papa, sui suoi tratti personali, sulle sue qualità e sui suoi limiti. Separandolo dal corpo vivo della Chiesa per farne una monade, o una star, un capo-partito. E innescare intorno alla sua figura una polarizzazione universale.

parafrasando il vecchio detto orientale, quando Papa Bergoglio indicava luna, gli stolti guardavano solo Bergoglio, si soffermavano sulle sue indubbie doti, sui tratti caratteriali, o sugli errori compiuti lungo il cammino.
Il popolo di Dio, seguendo il suo “Sensus fidei”, guardando Papa Bergoglio, ha guardato la luna che lui indicava. Per questo continua a voler bene a Papa Bergoglio.

Questa dinamica continua a riproporsi in forma singolare e imprevedibile anche adesso, nel luogo in cui riposano per sempre i suoi resti mortali. Nella Basilica di Santa Maria Maggiore, romani e pellegrini percorrono la navata sinistra per soffermarsi in silenzio e preghiera davanti alla sua tomba. E non si fermano lì: con pochi passi raggiungono la Cappella Paolina e vanno a salutare e pregare l’icona di Maria, "Salus Populi Romani", davanti alla quale Papa Bergoglio sostò in preghiera 126 volte negli anni del suo Pontificato. Così la memoria grata verso Papa Francesco non guarda solo Papa Francesco, e avvolge anche lui in un unico abbraccio con le preghiere, le domande e i grazie rivolti verso l’icona di Maria che era a lui tanto cara, nel cuore di Roma. (Agenzia Fides 20/4/2026)


domenica 24 maggio 2026

Madre della Chiesa

 











La memoria della Beata Maria Vergine Madre della Chiesa ci ricorda come la maternità divina di Maria si estenda, per volontà di Gesù stesso, a maternità per tutti gli uomini e cioè per la Chiesa stessa in atto di affidamento. Papa Francesco, nel 2018, ha fissato questa memoria il lunedì dopo la solennità della Pentecoste, giorno in cui nasce la Chiesa. Un titolo che non è nuovo. Già san Giovanni Paolo II, nel 1980, invitò a venerare Maria come Madre della Chiesa; e ancor prima Paolo VI, il 21 novembre 1964, a conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarerà la Vergine “Madre della Chiesa”. E nel 1975, la Santa Sede propose una Messa votiva in onore della Madre della Chiesa, ma non entrò nella memoria del Calendario liturgico. Accanto a queste date recenti, non possiamo dimenticare quanto il titolo di Maria Madre della Chiesa sia presente nella sensibilità di sant’Agostino e di san Leone Magno; di Benedetto XV e Leone XIII, fino quindi a papa Francesco quando, l’11 febbraio 2018, 160° anniversario della prima apparizione della Vergine a Lourdes, dispone di rendere obbligatoria questa memoria.

“Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa”. (Gv 19, 25-27)

Maria “sta” sotto la croce

Maria “Sta” sotto la croce. "Stette": E' uno stare che indica presenza, continuità, forza di un esserci. A differenza dei Discepoli, Maria non ha mai lasciato Suo Figlio Gesù lungo la via della Croce: qui, Gesù affida alla Madre il discepolo amato» (e viceversa). Maria affronta questo momento con grande dignità, non sfugge di fronte agli eventi della vita, ma “sta”.

Un nuovo “Eccomi” di Maria

Maria è invitata dal Figlio suo a dire un nuovo “Eccomi”, un nuovo “si”, più convinto e più maturo. Attraverso il suo “stare sotto la croce”, matura la sua esperienza di fede e di maternità, rendendola capace di andare oltre. In fondo, fin dall’inizio, il cuore di Maria è stato attraversato da interrogativi: “Si domandava che senso avesse un tale saluto” (Lc 1,29). Anche davanti a Simeone sono sorte in lei domande: “Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,34-35): Maria e Giuseppe “si stupivano delle cose che si dicevano di lui” (Lc 2,33). L’ “Eccomi” di Maria non è una volta per tutte, ma cresce, matura attraverso gli avvenimenti della vita, compresi quelli della “Croce”, dove Maria “sta”. Qui, in questa fedeltà raggiunta, Maria riceve una nuova missione, una sorta di “supplemento” di maternità, a tal punto da divenire “Madre della Chiesa”. Madre, perché ci rigenera nella grazia, pur che impariamo a crescere nella statura di Cristo (cfr Ef 4,7-13).

La vita cristiana ancorata al mistero della Croce

La Festa “Aiuterà a ricordare che la vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce, all’offerta di Cristo, alla Vergine sofferente, Madre del Redentore e dei redenti”, spiega il decreto. Come Maria ha saputo “stare” sotto la Croce, senza evitare o scappare la fatica del capire e del soffrire, così Maria, Madre, saprà “stare” accanto a ciascuno di quanti il Figlio ha reso suoi figli. Questo porta a saperla invocare come “Madre della Chiesa”:

Aiuta, o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi,
uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la fede.
Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!
(Papa Francesco, Lumen Fidei)

 


mercoledì 22 aprile 2026

Lettere inedite di Papa Francesco svelano rapporti con leader argentini

 

Lettere inedite di Papa Francesco svelano rapporti con leader argentini


Carte private mostrano tensioni con Kirchner, Macri, Fernández e Milei

A un anno dalla morte di Papa Francesco emergono centinaia di lettere inedite che gettano nuova luce sui rapporti tra il pontefice e la politica argentina, secondo quanto riferisce il quotidiano Clarín.

La corrispondenza con l'attivista Gustavo Vera, fondatore dell'Ong La Alameda che combatte la tratta di esseri umani, il lavoro schiavo e lo sfruttamento sessuale in Argentina, rivela giudizi critici e momenti di dialogo con figure come Cristina Fernández de Kirchner, Mauricio Macri, Alberto Fernández e Javier Milei.
    Dalle carte, pubblicate nel libro "La amistad no se negocia" ("L'amicizia non si negozia" in italiano) che Vera sta presentando in Argentina, emerge il disagio del Papa per episodi legati alla corruzione e le divergenze sul tema dell'aborto con diversi governi.

In alcuni passaggi, Bergoglio denuncia il rischio di una "doppia appartenenza" tra legalità e crimine, mentre in altri invita al dialogo politico e alla difesa delle istituzioni democratiche.
    Le lettere mostrano anche un'evoluzione del rapporto con Milei, inizialmente improntato a toni concilianti e poi segnato da crescente preoccupazione per l'impatto sociale delle politiche economiche.
   

Vatican news 21 aprile 2026

 

Non riesci a vedere la newsletter?  Guardala online

Vatican News

Le notizie del giorno

21/04/2026

Papa Leone sulla tomba di Francesco a Santa Maria Maggiore, il 3 novembre 2025
video icon

Sul volo dall’Angola verso la Guinea Equatoriale, ultima tappa del viaggio apostolico, il Papa ricorda con affetto il predecessore nel giorno del primo anniversario della morte: “Ha donato tanto con la sua vita e la sua vicinanza ai poveri. Ha predicato il messaggio della misericordia. Preghiamo che ... 

Papa Leone XIV nel rispondere ai giornalisti sul volo
video icon

Nel volo da Luanda verso Malabo, in Guinea Equatoriale, Leone XIV risponde alle domande di tre cronisti angolani presenti sul volo papale. Assicura di aver ... 

Papa Leone all'arrivo in Guinea Equatoriale
article icon

Leone XIV ha lasciato l'Angola questa mattina per volare a Malabo, sulla costa settentrionale dell'isola di Bioko, dove ad attenderlo all'aeroporto e per le ... 

1776776764639.JPG
video icon

In Guinea Equatoriale, il Papa parla alle autorità sottolineando che "la proliferazione dei conflitti armati ha tra i suoi principali moventi la colonizzazione ... 

1776786066139.JPG
video icon

Il Papa, giunto quest’oggi, 21 aprile, in Guinea Equatoriale, incontra il mondo della cultura in occasione dell’inaugurazione di un nuovo Campus dell’Università ... 

1776793269000.JPG
video icon

Leone XIV visita la clinica psichiatrica "Jean Pierre Olie" a Malabo, nella Guinea Equatoriale, struttura che cura "la mente, il cuore, la dignità umana" ed ... 

1776677473744.JPG
article icon

La visita in Africa sta mostrando il cuore missionario di Leone XIV e il volto di una Chiesa che si fa prossima alle sofferenze dell’umanità 

Malabo in attesa del Papa
video icon

La nazione dell’Africa centrale, ultima tappa del viaggio nel continente, accoglie il Papa con la speranza di ricevere un incoraggiamento per far fronte alla ... 

Malabo, Leone XIV visita l'ospedale psichiatrico Jean Pierre Olie
video icon

Leone XIV, nel suo primo giorno in Guinea Equatoriale, visita la struttura Jean Pierre Olié, eccellenza nella cura dei disagi psichici. La dirigenza: “Il suo ... 

Leone XIV con monsignor José Manuel Imbamba
article icon

Al termine delle giornate trascorse da Leone XIV in Angola, a Luanda e a Saurimo, terza tappa del viaggio apostolico in Africa, il presidente della Conferenza ... 

SANTA SEDE

In preghiera sulla tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore
video icon

Nella Basilica liberiana, dove si è pregato il Rosario e si è celebrata la Messa per il primo anniversario della morte del Pontefice argentino, Papa Leone ha ... 

1665568401391.JPG
video icon

Un racconto per immagini del pontificato di Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa 

Papa Francesco e il presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, 13 ottobre 2019
article icon

Il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella su L’Osservatore Romano ricorda il Pontefice argentino ad un anno dalla sua morte. Nel ricordo del ... 

La copertina del libro
article icon

Nel volume di Salvatore Cernuzio, edito da Piemme, un volto privato di Jorge Mario Bergoglio, con una fila emozionante e divertente di episodi inediti e di ... 

Messa a Casa Santa Marta presieduta dall’Arcivescovo Luigi Travaglino nell’anniversario della morte di Papa Francesco

Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie dell'Arcidiocesi di Udine

  Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie L'arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha nominato nuovi parro...