mercoledì 24 dicembre 2025

Messaggio Dell'Arcivescovo per il Natale 2025

 


Messaggio dell’Arcivescovo per il Natale 2025

 

Messaggio dell’Arcivescovo per il Natale 2025

«Una Luce gratuitamente ricevuta e gratuitamente donata»: il testo integrale del Messaggio che mons. Riccardo Lamba rivolge alla Chiesa udinese e a tutta la cittadinanza in occasione del Santo Natale 2025.

Una Luce gratuitamente ricevuta e gratuitamente donata

Cari fratelli e care sorelle,

«Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce». Così il profeta Isaia (9,1) ci presenta il mistero della Grazia di Dio che si rende presente e opera efficacemente nel mondo anche a distanza di tanti secoli dalla nascita del Salvatore del mondo.

Questa luce non è effimera come i tanti fuochi d’artificio che, per alcuni minuti, nei prossimi giorni ci faranno stare con lo sguardo rivolto verso l’alto e stupiranno i bambini con i loro effetti speciali. Questa è la Luce eterna che sgorga dalla Santissima Trinità e non ha altro obiettivo che quello di illuminare ogni persona perché scopra e viva in pienezza la propria vocazione: lasciarsi amare da Dio Padre e amare Dio e i fratelli dello stesso amore con cui ci ama Gesù Cristo, Figlio suo.

Questa luce rifulge nelle tenebre in cui ci siamo sentiti immersi in tanti momenti della nostra vita personale e comunitaria e che sono espressione della paura di un futuro incerto, di relazioni instabili, di essere oggetto di violenza e di essere umiliati nella nostra umana dignità. In questa situazione di oscurità appare la Grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini: è la certezza che Dio ci ama per primo e non permetterà mai che la nostra esistenza sia sopraffatta dalle tenebre del peccato e della morte.

In questi giorni, attraverso tanti eventi di preghiera e di riflessione, tante manifestazioni artistiche, culturali e di solidarietà, ci prepareremo a far memoria viva del mistero del Santo Natale.

In questi giorni, grazie alla collaborazione dei gruppi scout della nostra Arcidiocesi, nelle vostre comunità, nelle vostre famiglie, negli ambienti di lavoro, di studio e di cura delle persone fragili, sta arrivando la “luce di Betlemme”, piccolo segno che rimanda a quella grande Luce che è il nostro Signore Gesù Cristo.

Mentre ci avviamo verso la conclusione dell’anno giubilare, accogliamo questi piccoli segni come semi di speranza gratuitamente ricevuti e, proprio per questo, gratuitamente offerti a chi incroceremo nei percorsi delle nostre vite, per incontrare il Salvatore e far sì che la nostra vita sia sempre più riflesso della Sua Luce.

Bon Nadâl a ducj voaltris e a lis vuestris fameis!

+ Riccardo Lamba
Arcivescovo di Udine

sabato 20 dicembre 2025

IV DOMENICA DI AVVENTO - ANNO A 21 Dicembre 2025

  domenica 21 Dicembre 2025

Messa del Giorno

IV DOMENICA DI AVVENTO - ANNO A

Colore Liturgico viola



Antifona

Stillate, cieli, dall’alto,
le nubi facciano piovere il Giusto;
si apra la terra e germogli il Salvatore. (Cf. Is 45,8)

Non si dice il Gloria.

Colletta

O Dio, Padre buono,
che hai rivelato la gratuità e la potenza del tuo amore
nel silenzioso farsi carne del Verbo nel grembo di Maria, 
donaci di accoglierlo con fede
nell’ascolto obbediente della tua parola.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.

Prima Lettura

Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 7,10-14
 
In quei giorni, il Signore parlò ad Àcaz: «Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall'alto».
Ma Àcaz rispose: «Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore».
Allora Isaìa disse: «Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele».

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 23 (24)

R. Ecco, viene il Signore, re della gloria.

Del Signore è la terra e quanto contiene: 
il mondo, con i suoi abitanti.
È lui che l’ha fondato sui mari
e sui fiumi l’ha stabilito. R.

Chi potrà salire il monte del Signore? 
Chi potrà stare nel suo luogo santo? 
Chi ha mani innocenti e cuore puro, 
chi non si rivolge agli idoli. R.

Egli otterrà benedizione dal Signore, 
giustizia da Dio sua salvezza.
Ecco la generazione che lo cerca,
che cerca il tuo volto, Dio di Giacobbe. R.

Seconda Lettura

Gesù Cristo, dal seme di Davide, Figlio di Dio.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Rm 1,1-7
 
Paolo, servo di Cristo Gesù, apostolo per chiamata, scelto per annunciare il vangelo di Dio – che egli aveva promesso per mezzo dei suoi profeti nelle sacre Scritture e che riguarda il Figlio suo, nato dal seme di Davide secondo la carne, costituito Figlio di Dio con potenza, secondo lo Spirito di santità, in virtù della risurrezione dei morti, Gesù Cristo nostro Signore; per mezzo di lui abbiamo ricevuto la grazia di essere apostoli, per suscitare l’obbedienza della fede in tutte le genti, a gloria del suo nome, e tra queste siete anche voi, chiamati da Gesù Cristo –, a tutti quelli che sono a Roma, amati da Dio e santi per chiamata, grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo!

Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Ecco la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele: “Dio con noi”. (Mt 1,23)

Alleluia.

Vangelo

Gesù nascerà da Maria, sposa di Giuseppe, della stirpe di Davide.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 1,18-24
 
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Però, mentre stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa "Dio con noi".
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

Parola del Signore.

domenica 14 dicembre 2025

Vatican News Angelus 14 dicembre 2025

 

Il Papa durante l'AngelusIl Papa durante l'Angelus

Leone XIV: Cristo dà voce agli oppressi e vince l'ideologia che rende sordi alla verità

All’Angelus il Papa commenta il Vangelo di Matteo e ribadisce che Gesù continua a parlarci attraverso i poveri, gli ultimi e i malati. Come Giovanni Battista, in carcere, a causa della sua predicazione, esorta a non perdere la speranza e a restare "una voce libera in cerca di verità e giustizia"

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

C’è il mondo del carcere che oggi, domenica 14 dicembre, celebra il suo Giubileo, ci sono pellegrini di varie nazionalità con striscioni e bandiere e semplici turisti ad ascoltare la riflessione di Papa Leone all’Angelus, in questa terza domenica d’Avvento, che muove dal Vangelo di Matteo. Giovanni il Battista si trova proprio dietro le sbarre a causa della sua predicazione ma pur soffrendo la prigionia non perde la speranza, anche in catene resta una voce libera in cerca di verità e di giustizia. E da quel carcere si interroga, cerca il Messia, domanda: "Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?".

Gli ultimi al centro

La risposta di Gesù, afferma il Pontefice, porta lo sguardo su coloro che Lui ha amato e servito e che oggi si trovano ancora al cuore della Chiesa. 

“Sono loro: gli ultimi, i poveri, i malati a parlare per Lui. Il Cristo annuncia chi è attraverso quello che fa. E quello che fa è per tutti noi segno di salvezza. Infatti, quando incontra Gesù, la vita priva di luce, di parola e di gusto ritrova senso: i ciechi vedono, i muti parlano, i sordi odono. L’immagine di Dio, deturpata dalla lebbra, riacquista integrità e salute. Persino i morti, del tutto insensibili, tornano alla vita. Questo è il Vangelo di Gesù, la buona notizia annunciata ai poveri: quando Dio viene nel mondo, si vede!”.

Cristo, speranza nell'ora della prova

La Parola di Dio, prosegue, ha una potenza di liberazione e di guarigione. Da qui, l’invito a gioire perché Cristo è la nostra speranza “soprattutto nell’ora della prova” quando la vita perde senso e fatichiamo ad ascoltare il prossimo.

Egli dà parola agli oppressi, ai quali violenza e odio hanno tolto la voce; Egli vince l’ideologia, che rende sordi alla verità; Egli guarisce dalle apparenze che deformano il corpoIl Verbo della vita ci redime così dal male, che porta il cuore alla morte. Perciò, come discepoli del Signore, in questo tempo d’Avvento siamo chiamati a unire l’attesa del Salvatore all’attenzione per quello che Dio fa nel mondo. Allora potremo sperimentare la gioia della libertà che incontra il suo Salvatore…

Appello per la Repubblica Democratica del Congo

Al termine della preghiera mariana, dopo aver ricordato le beatificazioni in Spagna e Francia e i tanti martiri coraggiosi uccisi per la loro fede, la voce di Leone si leva ancora in favore della pace. Il Pontefice esprime preoccupazione per la ripresa degli scontri nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, vicinanza alla popolazione, ed invita a rispettare i processi di pace in corso. 

sabato 13 dicembre 2025

Buon Cammino Don Valentino!

 

Don Valentino Martin inizia il suo ministero a Trivignano Udinese e Clauiano

Domenica 14 dicembre sarà una giornata di festa per le comunità della Collaborazione pastorale di Palmanova, in particolare le Parrocchie di Trivignano Udinese e Clauiano. Alle 18, infatti, il duomo dogale di Palmanova ospiterà una Santa Messa durante la quale il vicario generale dell’Arcidiocesi di Udine, mons. Dino Bressan, introdurrà il nuovo parroco in solidum delle due comunità, le quali saranno comunque amministrate da mons. Paolo Brida in qualità di parroco moderatore, dunque dotato di legale rappresentanza.

Nato nel 1964 proprio a Palmanova e cresciuto nella Parrocchia di Sevegliano, dopo gli studi in teologia Valentino Martin fu ordinato presbitero nel 1992 da mons. Alfredo Battisti. Fu vicario parrocchiale a Codroipo fino al 1995, prima di assumere la guida della vicina Parrocchia di Rivolto. Nel 2002 il trasferimento a San Giorgio di Nogaro, dove fu vicario parrocchiale, assumendo anche la guida della comunità di Porto Nogaro.

Nel 2005 un nuovo trasferimento portò don Valentino Martin in Carnia: fu infatti nominato parroco di Socchieve, comunità che resse fino a quando, nel 2010, fu infine trasferito nelle Parrocchie di Coseano e Cisterna, di cui assunse effettivamente la guida nel 2018. Nel 2023 gli fu affidata anche la vicina parrocchia di Barazzetto.

venerdì 12 dicembre 2025

Arriva la Luce in Friuli(La Vita Catollica)

 


Da Betlemme al Friuli, arriva la Luce della Pace

Erano trascorsi circa quarant’anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale quando la prima “Luce della Pace” raggiunse l’Austria. Dall’inizio degli anni Novanta quella fiammella arriva anche in Friuli. Accadrà anche quest’anno, grazie alla speciale staffetta promossa dai gruppi Scout della regione: Scout d’Europa, Agesci e Masci insieme, a ribadire – anche attraverso la collaborazione – che la pace si costruisce tutti i giorni, con piccoli gesti di fratellanza. La Luce della Pace arriverà sabato 13 dicembre a Udine e da qui si propagherà nel resto del territorio diocesano.

Una fiamma che arde perenne

La Luce di Betlemme è una piccola fiammella che ogni anno viene accesa nella grotta della Natività di Betlemme, dove arde in modo continuo una lampada alimentata a turno dalle diverse nazioni cristiane della Terra. Questa lampada viene poi portata in Austria e da qui verso tutti gli altri Paesi. «L’Austria è al centro dell’Europa dal punto di vista geografico e la fiammella è stata subito identificata come Luce della Pace perché diventa un segno concreto di pace, di fraternità e di speranza, anche nei confronti delle persone che vivono in terre ferite dai conflitti – ha spiegato a Vita Cattolica e Radio Spazio Marco Bertoldi, capo brevettato del gruppo Scout Udine 1 e consigliere nazionale dell’associazione Scout d’Europa (Fse) –. L’iniziativa nasce a metà degli anni Ottanta proprio in Austria nell’ambito di una grande maratona televisiva chiamata “Luce nel Buio”, che si propone di aiutare bambini e persone in difficoltà».

Da allora, ogni anno, si rinnova un gesto simbolico: un bambino o una bambina austriaco si reca a Betlemme, attinge alla lampada eterna nella grotta della Natività e riporta questo lume a Vienna o a Linz, da dove viene diffusa a tutta la popolazione. Gli Scout fin dall’inizio hanno preso in consegna l’organizzazione dell’iniziativa, prima portando la Luce solo all’interno dell’Austria e poi anche oltre i confini del Paese, organizzando staffette, celebrazioni e momenti di preghiera in tanti stati europei e di tutto il mondo. Dal 1993 la Luce arriva ogni anno anche in Italia, a Trieste.

«Purtroppo la Luce della Pace è un segno più che mai attuale, se pensiamo a ciò che sta succedendo in Ucraina, in Terra Santa e in tante altre zone del mondo straziate dalla violenza – sottolinea Bertoldi–. Un semplice cerino acceso, magari da portare a tavola al pranzo di Natale, attingendo al lume della Luce di Betlemme, può allora rappresentare un segno fragile forse, ma ostinato: la Luce della Pace può portare veramente un segno di speranza all’interno del nostro Natale». Questa Luce, continua il capo Scout, «non deve rimanere solo fisica, ma deve entrare anche nei nostri cuori. Per questo dobbiamo farci tutti portatori della vera Luce, che è Gesù».

L’arrivo della Luce in Friuli

È un comitato organizzatore interassociativo che rappresenta tutte le associazioni Scout e le realtà ecclesiali di Trieste ad organizzare la distribuzione della Luce in tutta l’Italia, spiega ancora Bertoldi, con treni verso nord, ovest e sud, fino ad arrivare in ogni diocesi, comprese ovviamente quelle del Friuli-Venezia Giulia.

Nelle varie città italiane i “portatori della Luce” scendono dal treno e passano il lume con una piccola candela ad altre lampade, diffondendo la fiammella prima nelle stazioni e poi all’interno delle chiese, fino alle case, dove la Luce resterà accesa tutto il periodo di Natale e fino all’Epifania (dove trovare la Luce, la mappa in Friuli).

A Udine gli Scout porteranno la Luce in Cattedrale sabato 13 dicembre, alla Messa delle 19. Accanto al presepe del duomo cittadino, la lampada resterà sempre accesa e saranno posti dei cerini, così che chiunque possa farsi portatore di Luce, anche verso tutte le persone che hanno bisogno di un segno di pace nella loro vita.

Due diverse staffette di Scout si riuniranno in città per portare la Luce in Cattedrale. La prima arriverà a piedi da Cervignano, dove gli Scout d’Europa raccoglieranno la Luce in stazione verso le 8 per raggiungere intorno alle 15.30 viale Ungheria e la chiesa di San Bernardino. «Come facciamo da ormai oltre 20 anni attraverseremo a piedi paesi, campagne e città per distribuire la Luce e portare il suo messaggio di Natale – spiega Bertoldi –. Ci fermeremo anche nel duomo di Palmanova e nell’oratorio della città stellata, dove consegneremo la Luce ai bambini». La Luce arriverà poi a Udine anche in treno e le due lampade – quella partita da Cervignano e quella giunta con il treno direttamente in città – si incontreranno nella chiesa di S. Bernardino dove si vivrà un momento di preghiera che coinvolgerà gli scout Agesci, Fse e Masci. Qui la Luce sarà consegnata all’arcivescovo mons. Riccardo Lamba. Il presule «con la sua presenza alla veglia, ci ricorderà che questa non è un’iniziativa solo dei gruppi della città, ma è un gesto che vogliamo donare anche a tutta la Chiesa udinese – precisa ancora Bertoldi –. Dalla qui la Luce verrà poi distribuita attraverso varie fiammelle a tutti i gruppi Scout di Udine e della periferia, che si faranno portatori della luce all’interno delle loro parrocchie».

«In che modo io posso farmi portatore di pace?»

Di mano in mano, l’invito che s’intende diffondere con questa lunga catena, è quello di «lasciarci provocare dalla Luce. Nel mio piccolo – esorta Bertoldi –, anche io posso chiedermi dove posso accendere una luce, come posso diventare io vero portatore di pace? E non solo pregando perché non ci siano più guerre, ma anche impegnandomi magari a concludere quei piccoli scontri che sono presenti anche nelle realtà in cui vivo e che potrebbero essere placati grazie all’avvento di una luce. La Luce della Pace mi invita a chiedermi: in che modo io posso farmi veramente portatore della vera luce che è Cristo?».

Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie dell'Arcidiocesi di Udine

  Nuove nomine arcivescovili in diverse Collaborazioni pastorali e Parrocchie L'arcivescovo mons. Riccardo Lamba ha nominato nuovi parro...