Sia benedetto Dio Padre
e l'unigenito Figlio di Dio
e lo Spirito Santo;
perché grande è il suo amore per noi.
Si dice il Gloria.
giovedì 4 giugno 2026
La messa con la processione del Corpus Domini a Palmanova tra il Duomo e la piazza Grande 4 giugno 2026
lunedì 1 giugno 2026
Palmanova: svolta per i pasti dei Carabinieri
News, Comunicati Regionali, SIM Friuli-Venezia Giulia
Palmanova: svolta per i pasti dei Carabinieri
Ufficio Stampa
Palmanova. La Segreteria Regionale del SIM Carabinieri Friuli Venezia Giulia esprime profonda soddisfazione per la positiva risoluzione della problematica relativa alla consumazione dei pasti da parte del personale della Compagnia Carabinieri di Palmanova. Dopo oltre un anno di interlocuzioni, segnalazioni e costante attenzione verso le esigenze del personale — e grazie all’intervento del SIM Carabinieri in sinergia con il IV Reparto del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri — dalla prossima settimana i militari di Palmanova potranno finalmente usufruire del servizio pasti presso una struttura di ristorazione privata della città. Si tratta di una soluzione attesa da tempo, che pone fine a un disagio logistico e organizzativo che gravava quotidianamente sul personale della Compagnia, incidendo negativamente sulla qualità del servizio e sulle condizioni di benessere dei colleghi impiegati sul territorio. Resta tuttavia il rammarico, unito alla sorpresa, nel constatare come sia stato necessario attendere così a lungo per risolvere una questione tanto sentita nella “città stellata” di Palmanova, nonostante la soluzione fosse a portata di mano. Il SIM Carabinieri continuerà a vigilare con attenzione sulle condizioni di lavoro del personale, portando avanti con determinazione ogni iniziativa utile alla tutela della dignità professionale e del benessere dei Carabinieri.
SIM CARABINIERI SEGRETERIA REGIONALE FVG
domenica 31 maggio 2026
Preghiera di san Paolo VI o del 31 maggio
Preghiera di san Paolo VI o del 31 maggio
O Cristo, nostro Unico Mediatore,
Tu ci sei necessario:
Per vivere in comunione con Dio Padre;
per diventare con Te, che sei Figlio Unico
e Signore nostro, suoi Figli Adottivi;
per essere rigenerati nello Spirito santo.
Tu ci sei necessario,
o solo vero maestro delle verità recondite
e indispensabili della vita,
per conoscere il nostro essere
e il nostro destino, la via per conseguirlo.
Tu ci sei necessario, o Redentore nostro,
per scoprire la nostra miseria e per guarirla:
per avere il concetto del bene e del male
e la speranza della santità;
per deplorare i nostri peccati
e per avere il perdono
Tu ci sei necessario
o fratello primogenito del genere umano,
per ritrovare le ragioni vere
della fraternità fra gli uomini,
i fondamenti della giustizia,
i tesori della carità,il bene sommo della pace,
Tu ci sei necessario,
o grande paziente dei nostri dolori,
per conoscere il senso della sofferenza
e per dare ad essa un valore
di espiazione e redenzione.
Tu ci sei necessario, o vincitore della morte,
Per liberarci dalla disperazione e dalla negazione,
e per avere certezze che non tradiscono in eterno.
Tu ci sei necessario, o Cristo,
o Signore, Dio con noi,
per imparare l'amore vero e camminare nella gioia
e nella forza della tua carità,
fino all'incontro finale con Te amato, con Te atteso,
con Te benedetto nei secoli,
sabato 30 maggio 2026
SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO A domenica 31 Maggio 2026
Messa del Giorno
SANTISSIMA TRINITÀ - SOLENNITÀ - ANNO A
Colletta
Padre fedele e misericordioso,
che ci hai rivelato il mistero della tua vita
donandoci il Figlio unigenito e lo Spirito di amore,
sostieni la nostra fede
e ispiraci sentimenti di pace e di speranza,
perché, amandoci come fratelli,
rendiamo gloria al tuo santo nome.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Prima Lettura
Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.
Dal libro dell'Èsodo
Es 34,4b-6.8-9
In quei giorni, Mosè si alzò di buon mattino e salì sul monte Sinai, come il Signore gli aveva comandato, con le due tavole di pietra in mano.
Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui e proclamò il nome del Signore. Il Signore passò davanti a lui, proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà».
Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervíce, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità».
Parola di Dio.
Salmo Responsoriale
Dn 3,52-56
R. A te la lode e la gloria nei secoli.
Benedetto sei tu, Signore, Dio dei padri nostri. R.
Benedetto il tuo nome glorioso e santo. R.
Benedetto sei tu nel tuo tempio santo, glorioso. R.
Benedetto sei tu sul trono del tuo regno. R.
Benedetto sei tu che penetri con lo sguardo gli abissi
e siedi sui cherubini. R.
Benedetto sei tu nel firmamento del cielo. R.
Seconda Lettura
La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 13,11-13
Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
2Cor 13,11-13
Fratelli, siate gioiosi, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda, abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio dell'amore e della pace sarà con voi.
Salutatevi a vicenda con il bacio santo. Tutti i santi vi salutano.
La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Parola di Dio.
Acclamazione al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo,
a Dio, che è, che era e che viene. (Cf. Ap 1,8)
Alleluia.
Vangelo
Dio ha mandato il Figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 3,16-18
In quel tempo, disse Gesù a Nicodèmo:
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio, unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio».
Parola del Signore.
venerdì 29 maggio 2026
La Nostra Famiglia, festa per gli 80 anni(La vita Cattolica)
«Non basta prendersi cura, pensare alla salute. A un bambino malato o una persona con disabilità serve molto di più: ha bisogno di relazioni, di una dimensione sociale, di una vita, anche in una condizione molto grave e complessa, ha bisogno di essere felice».La Nostra Famiglia ha celebrato 80 anni di vita dedicati alla cura e alla tutela dei bambini con disabilità. Con queste parole la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli ne ha riconosciuto lo straordinario merito, maturato in molti anni a fianco dei più fragili. Lo ha fatto il 19 maggio in occasione della celebrazione inaugurale dell’anniversario, a Palazzo Chigi a Roma. Alla cerimonia sono intervenuti anche la presidente Luisa Minoli, il giurista Giulio Prosperetti, Monica Mondo, autrice e conduttrice di Tv2000, e l’arcivescovo di Udine, Riccardo Lamba.
Tra i presenti c’era pure la sindaca di Pasian di Prato, Juli Peressini, con la consigliera delegata alle politiche giovanili, Samantha Olivo. «Abbiamo partecipato con molto piacere, innanzitutto per esprimere vicinanza ad una realtà significativa, che da tanti anni è inserita nel cuore della nostra comunità e con la quale le sinergie sono sempre maggiori», il commento di Peressini. «Si è trattato di un momento importante di riflessione e condivisione che per le istituzioni è stato anche un forte richiamo alla responsabilità collettiva nel continuare a costruire una società che sia più inclusiva, più attenta ai bambini, ai bisogni delle persone e quindi vicina alle famiglie». Un traguardo, aggiunge Peressini, che si può ottenere solo attraverso «un lavoro di squadra».
23 mila bambini assistiti
Oggi i bambini presi in carico dalla Nostra Famiglia sono più di 23 mila. 2.400 gli operatori, tra medici, infermieri e volontari, che li aiutano nel percorso di riabilitazione. In tutte le sedi italiane, compresi gli istituti di Pasian di Prato e di San Vito al Tagliamento, giovedì 28 maggio si vivrà una festa per l’80°, con bambini, famiglie, operatori, volontari e tutti gli amici de La Nostra Famiglia.
Domenica 31 maggio, inoltre, a Pasian di Prato si terrà il consueto appuntamento con la fiaccolata di fine maggio, promossa dalla Parrocchia insieme a La Nostra Famiglia.
L’appuntamento, che unisce nella preghiera tutte le comunità della Collaborazione pastorale, sarà anche un’occasione di ringraziamento a conclusione dell’anno catechistico e in vista dell’avvio delle attività estive. Il ritrovo sarà alle 15.30 nel Parco Missio. Dopo un momento di festa, con il coinvolgimento dei tre oratori della Cp, alle 18 nel piazzale antistante La Nostra Famiglia prenderà avvio la processione che condurrà fino alla chiesa di San Giacomo.
«La presenza delle Piccole apostole della Carità a Pasian di Prato attraversa tutta la vita della Parrocchia e ne stimola la vita cristiana» ha commentato il parroco, don Ilario Virgili, intervistato da Valentina Viviani su Radio Spazio. «Rispondendo concretamente alle indicazioni del fondatore, il beato Luigi Monza, che soleva ripetere la raccomandazione “Fare bene il bene”, le Piccole apostole sono una presenza significativa».
Le origini
«Il 28 maggio 1946, quando aprivamo le porte della nostra casa di Vedano Olona (Varese, ndr) ai primi bambini, l’Italia stava vivendo un momento di rinascita morale e civile», ha ricordato nell’appuntamento organizzato a Roma la presidente Luisa Minoli. «Il primo voto alle donne, la scelta della Repubblica, l’avvio dei lavori della Costituente: in questo contesto La Nostra Famiglia avviava un’attività “nuova” per il Paese, che metteva al centro i bambini e le bambine con disabilità. Mentre le donne e gli uomini coinvolti nella Costituente anteponevano il bene comune come interesse supremo, il fondatore dell’Associazione, Beato Luigi Monza, proponeva la carità pratica dei primi cristiani come modello di un vivere comune che non solo fosse evangelico ma che facesse il bene delle persone: La Nostra Famiglia dava forma concreta a quei principi con la presa in carico globale di bambini e ragazzi per i quali non esisteva alcuna tutela
«Erano anni in cui i bambini con disabilità venivano accolti solo in ospedale per forme acute di malattie o condizioni di vita compromesse oppure rimanevano a casa loro», ricorda Tiziana Scaccabarozzi, Piccola apostola della carità in servizio a Pasian di Prato, anche lei presente a Roma in quanto direttrice regionale de La Nostra Famiglia. «Fin dall’inizio l’attività non fu solo assistenziale, ma anche riabilitativa – spiega –. I primi terapisti in Italia sono stati quelli della Nostra Famiglia, così pure fu per la prima scuola di riabilitazione». «In principio i ragazzi venivano accolti quasi esclusivamente in forma residenziale – continua Scaccabarozzi –. Con il tempo sono cambiati bisogni e normative: oggi prevalgono le attività ambulatoriali e diurne per i casi più complessi. Non solo, nel 1985 è stato riconosciuto il carattere scientifico dell’attività. Anche la sede di Pasian di Prato, infatti, è dotata di una sezione scientifica e fa ricerca» per sostenere la neuroriabilitazione per i bambini.
La missione
È una missione, quella de La Nostra Famiglia, che ha un preciso fondamento teologico nell’amore verso i poveri, ha ricordato nel suo intervento a Palazzo Chigi l’arcivescovo Riccardo Lamba. L’amore del povero – ha evidenziato il presule – prima ancora che “filantropia”, prima ancora che “beneficenza”, è l’occasione di un incontro reale, concreto con Gesù. «Nel corso dei secoli milioni di uomini e donne hanno dedicato la loro vita a prendersi cura dei malati. Ci troviamo davanti ad un gran numero di testimoni. Per noi l’invito ad inserirci in questo fiume di grazia».
Valentina Zanella
martedì 26 maggio 2026
Sanità in lutto, addio al primario che curava anche le ferite invisibili( Udine Today)
È morto a 65 anni il dottor Francesco Comelli, direttore della Gastroenterologia di Palmanova. Medico stimato e profondamente legato alla dimensione umana della cura, aveva continuato a lavorare fino a quando la malattia glielo aveva permesso

Addio al dottor Francesco Comelli, morto a 65 anni dopo un tumore cerebrale fulmineo scoperto appena pochi mesi fa. Direttore della Gastroenterologia di Palmanova, Comelli era un professionista stimato, conosciuto non solo per la competenza clinica, ma per un modo di intendere la cura come ascolto, presenza e responsabilità verso l’altro. Le prime avvisaglie della malattia erano emerse mentre era ancora in servizio. Poi la diagnosi, improvvisa. Fino a quando ha potuto, però, Comelli ha continuato a lavorare, a seguire i pazienti, a pensare alla sua équipe.
La fede, la bioetica e l’impegno in Benin
Alla professione medica Comelli ha sempre affiancato un forte impegno personale e spirituale. Era attivo in Comunione e Liberazione e faceva parte del direttivo del Centro culturale Enzo Piccinini. In passato era intervenuto anche nel dibattito pubblico sui temi della bioetica, attraverso il comitato “Scienza e vita”, prendendo posizione anche sul caso di Eluana Englaro. Negli ultimi mesi aveva seguito con particolare passione anche un progetto in Benin, dove era stato appena cinque mesi fa per sostenere la nascita di un piccolo ospedale.
Il saluto della famiglia
“È tornato alla casa del Padre”. Con queste parole la famiglia ha annunciato la scomparsa di Francesco Comelli. Lo salutano con gratitudine la moglie Lorena, i figli Alberto con Anna, Stefano con Francesca, Teresa con Lorenzo, Matteo con Lucero, i dieci amati nipoti, le sorelle Lucia, Anna e Angela, i fratelli Giovanni e Paolo, il cognato Fabrizio, la suocera Adua e il grande numero di parenti, amici, pazienti e colleghi che gli hanno voluto bene. Nel ricordo dei familiari, Comelli ha vissuto la malattia con la stessa fede nella Provvidenza che lo aveva accompagnato per tutta la vita. La famiglia ha voluto ringraziare il personale sanitario di Palmanova e Udine, insieme agli amici e ai parenti che si sono prodigati nell’assistenza amorevole.
Rosario, funerali e donazioni
Il Santo Rosario sarà recitato martedì 26 maggio alle 18 nella Basilica della Madonna delle Grazie di Udine, dove si terranno anche i funerali mercoledì 27 maggio alle 15.30. Per onorare la memoria di Francesco Comelli, la famiglia chiede di non inviare fiori, ma di contribuire alla costruzione di un ospedale in Benin attraverso l’associazione Jobel Odv, ultima opera alla quale il medico si era dedicato. Le donazioni potranno essere effettuate a favore di Associazione Jobel Odv, con causale “In memoria di Francesco Comelli”.
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Sanità in lutto, addio al primario che curava anche le ferite invisibili
https://www.udinetoday.it/cronaca/morto-francesco-comelli-medico-gastroenterologia-palmanova.html
© UdineToday
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Sanità in lutto, addio al primario che curava anche le ferite invisibili
https://www.udinetoday.it/cronaca/morto-francesco-comelli-medico-gastroenterologia-palmanova.html
© UdineToday
domenica 24 maggio 2026
Madre della Chiesa
La memoria della Beata Maria Vergine Madre della
Chiesa ci ricorda come la maternità divina di Maria si estenda, per volontà di
Gesù stesso, a maternità per tutti gli uomini e cioè per la Chiesa stessa in
atto di affidamento. Papa Francesco, nel 2018, ha fissato questa memoria il
lunedì dopo la solennità della Pentecoste, giorno in cui nasce la Chiesa. Un
titolo che non è nuovo. Già san Giovanni Paolo II, nel 1980, invitò a venerare
Maria come Madre della Chiesa; e ancor prima Paolo VI, il 21 novembre 1964, a
conclusione della terza Sessione del Concilio Vaticano II, dichiarerà la
Vergine “Madre della Chiesa”. E nel 1975, la Santa Sede propose una Messa
votiva in onore della Madre della Chiesa, ma non entrò nella memoria del
Calendario liturgico. Accanto a queste date recenti, non possiamo dimenticare
quanto il titolo di Maria Madre della Chiesa sia presente nella sensibilità di
sant’Agostino e di san Leone Magno; di Benedetto XV e Leone XIII, fino quindi a
papa Francesco quando, l’11 febbraio 2018, 160° anniversario della prima
apparizione della Vergine a Lourdes, dispone di rendere obbligatoria questa
memoria.
“Stavano presso la croce di Gesù sua
madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù
allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse
alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua
madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa”. (Gv 19,
25-27)
Maria
“sta” sotto la croce
Maria “Sta” sotto la croce. "Stette":
E' uno stare che indica presenza, continuità, forza di un esserci. A differenza
dei Discepoli, Maria non ha mai lasciato Suo Figlio Gesù lungo la via della
Croce: qui, Gesù affida alla Madre il discepolo amato» (e viceversa). Maria
affronta questo momento con grande dignità, non sfugge di fronte agli eventi
della vita, ma “sta”.
Un nuovo “Eccomi” di Maria
Maria è invitata dal Figlio suo a dire
un nuovo “Eccomi”, un nuovo “si”, più convinto e più maturo. Attraverso il suo
“stare sotto la croce”, matura la sua esperienza di fede e di maternità,
rendendola capace di andare oltre. In fondo, fin dall’inizio, il cuore di Maria
è stato attraversato da interrogativi: “Si domandava che senso avesse un
tale saluto” (Lc 1,29). Anche davanti a Simeone sono sorte in lei domande:
“Egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele, segno di
contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una
spada trafiggerà l’anima” (Lc 2,34-35): Maria e Giuseppe “si
stupivano delle cose che si dicevano di lui” (Lc 2,33). L’ “Eccomi” di
Maria non è una volta per tutte, ma cresce, matura attraverso gli avvenimenti
della vita, compresi quelli della “Croce”, dove Maria “sta”. Qui, in questa
fedeltà raggiunta, Maria riceve una nuova missione, una sorta di “supplemento”
di maternità, a tal punto da divenire “Madre della Chiesa”. Madre,
perché ci rigenera nella grazia, pur che impariamo a crescere nella statura di
Cristo (cfr Ef 4,7-13).
La vita cristiana ancorata al mistero
della Croce
La Festa “Aiuterà a ricordare che la
vita cristiana, per crescere, deve essere ancorata al mistero della Croce,
all’offerta di Cristo, alla Vergine sofferente, Madre del Redentore e dei
redenti”, spiega il decreto. Come Maria ha saputo “stare” sotto la Croce,
senza evitare o scappare la fatica del capire e del soffrire, così Maria,
Madre, saprà “stare” accanto a ciascuno di quanti il Figlio ha reso suoi figli.
Questo porta a saperla invocare come “Madre della Chiesa”:
Aiuta,
o Madre, la nostra fede!
Apri il nostro ascolto alla Parola, perché riconosciamo la voce di Dio e la sua
chiamata.
Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi,
uscendo dalla nostra terra e accogliendo la sua promessa.
Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore, perché possiamo toccarlo con la
fede.
Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui, a credere nel suo amore, soprattutto nei
momenti di tribolazione e di croce, quando la nostra fede è chiamata a
maturare.
Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.
Ricordaci che chi crede non è mai solo.
Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù, affinché Egli sia luce sul nostro
cammino. E che questa luce della fede cresca sempre in noi, finché arrivi quel
giorno senza tramonto, che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!
(Papa Francesco, Lumen Fidei)
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