sabato 7 febbraio 2026

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A - 8 febbraio 2026

 domenica 08 Febbraio 2026

Messa del Giorno

V DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Colore Liturgico verde




Antifona

Venite: prostrati adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il Signore, nostro Dio. (Cf. Sal 94,6-7)

Si dice il Gloria.


Colletta


O Dio, che fai risplendere la tua gloria
nelle opere di giustizia e di carità,
dona alla tua Chiesa di essere
luce del mondo e sale della terra,
per testimoniare con la vita
la potenza di Cristo crocifisso e risorto.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
 

Prima Lettura

La tua luce sorgerà come l'aurora.

Dal libro del profeta Isaìa
Is 58,7-10

 Così dice il Signore:
«Non consiste forse [il digiuno che voglio]
 nel dividere il pane con l’affamato,
 nell’introdurre in casa i miseri, senza tetto,
 nel vestire uno che vedi nudo,
 senza trascurare i tuoi parenti?
 Allora la tua luce sorgerà come l’aurora,
 la tua ferita si rimarginerà presto.
 Davanti a te camminerà la tua giustizia,
 la gloria del Signore ti seguirà.
 Allora invocherai e il Signore ti risponderà,
 implorerai aiuto ed egli dirà: “Eccomi!”.
Se toglierai di mezzo a te l’oppressione,
 il puntare il dito e il parlare empio,
 se aprirai il tuo cuore all’affamato,
 se sazierai l’afflitto di cuore,
 allora brillerà fra le tenebre la tua luce,
 la tua tenebra sarà come il meriggio».
 
Parola di Dio.
 

Salmo Responsoriale

Dal Sal 111 (112)

R. Il giusto risplende come luce.

Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti:
misericordioso, pietoso e giusto.
Felice l’uomo pietoso che dà in prestito,
amministra i suoi beni con giustizia. R.
 
Egli non vacillerà in eterno:
eterno sarà il ricordo del giusto.
Cattive notizie non avrà da temere,
saldo è il suo cuore, confida nel Signore. R.
 
Sicuro è il suo cuore, non teme,
egli dona largamente ai poveri,
la sua giustizia rimane per sempre,
la sua fronte s’innalza nella gloria. R.
 

Seconda Lettura

Vi ho annunciato il mistero di Cristo crocifisso.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 2,1-5
 
Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
 Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.
 
 Parola di Dio.
 

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me, avrà la luce della vita. (Cf. Gv 8,12)

Alleluia.

Vangelo

Voi siete la luce del mondo.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,13-16
 
 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Parola del Signore.



giovedì 5 febbraio 2026

Luoghi di Palmanova: Polveriera napoleonica di Contrada Garzoni

 

Polveriera Napoleonica

La polveriera di contrada Garzoni fu voluta da Napoleone nei primi dell’Ottocento come deposito per le munizioni. Sostituì il precedente edificio veneziano a pianta circolare con tetto a cupola ormai obsoleto e poco funzionale. I francesi utilizzarono pietra squadrata di Medea e costruirono un muro perimetrale di sicurezza. L’interno, un’unica sala con volta a botte, era diviso da un solaio a travi: il piano superiore più asciutto era destinato alle polveri, quello
inferiore al deposito. Lungo le pareti sono presenti feritoie d’aerazione. La struttura è oggi adibita a eventi culturali come mostre e convegni. Oltre alla polveriera di
Contrada Garzoni, esistono altri due edifici simili in Contrada Foscarini e Contrada Barbaro.

Storie del Friuli, sei incontri pubblici di diffusione e formazione storica

 

Storie del Friuli, sei incontri pubblici di diffusione e formazione storica

Dal 6 febbraio al 17 aprile a Moggio Udinese, Gorizia, Palmanova, Gemona del Friuli, Tolmezzo e Trieste

Venerdì 6 febbraio, prende il via “Storie del Friuli”, un ciclo di sei incontri pubblici sul territorio dedicati alla diffusione e alla formazione storica. Li organizza il Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine in collaborazione con quella di Trieste. L’iniziativa, sostenuta dalla Regione Friuli Venezia Giulia, è coordina Andrea Tilatti, docente Storia medievale dell’Ateneo friulano.

«L'iniziativa – spiega il professor Tilatti – evidenzia alcune problematiche connesse con le aree di confine - politico, culturale, economico...- e delle aree di montagna. L’intento è di fornire alcuni approfondimenti tematici di storia locale, ma sempre considerata in relazione con eventi più estesi e prospettive di ricerca aggiornate».

Il primo appuntamento, su “Storia, geografia e lingue nella valle del Fella” si terrà a Moggio Udinese nella sala “Romano Treu”venerdì 6 febbraio, dalle 17. Interverranno: Andrea Guaran (Università di Udine), “Canal del Ferro e Val Canale ieri e oggi: popolazione, economia e infrastrutture”; Paolo Ferrari (Università di Udine), “L’occupazione tedesca di una regione multiculturale”; Luca Melchior (Alpen-Adria-Universität Klagenfurt), “Valcanale e Canal del Ferro crocevia di lingue”. Modera Andrea Tilatti.

“Incontro di popoli e culture tra antichità e medioevo” è il titolo dell’evento in programma venerdì 13 febbraio, dalle 17, a Casa Ascoli a Gorizia. Ne parleranno: Riccardo Cecovini (Deputazione di storia patria per il Friuli), “Centri fortificati d’altura del Goriziano: Romani, Longobardi, Slavi?”; Angela Borzacconi (Museo Archeologico Nazionale di Cividale), “Archeologia e miti longobardi”; Andrea Tilatti (Università di Udine), “Patriarchi tedeschi o italiani?”. Coordina Andrea Tilatti.

Venerdì 20 febbraio, alle 17, nella Polveriera Garzoni di Palmanova, seminario su “Confini e conflitti in età moderna”. Ne discuteranno: Andrea Zannini (Università di Udine), “La fortezza di Palmanova e la guerra di Gradisca. Il confine della Serenissima tra Cinque e Seicento”; Vittorio Foramitti (Università di Udine), “I sistemi fortificati del confine orientale fra storia e paesaggio”; Giuseppe Trebbi (Università di Trieste), “Il pericolo ottomano dal XV secolo fino all’assedio di Vienna del 1529”. Modera Andrea Tilatti.

Nell’ex chiesa San Michele a Gemona del Friulivenerdì 27 febbraioalle 17, incontro su “Strade, comunicazioni e barriere tra Carnia e Canal del Ferro dall’antichità al secondo dopoguerra”. I contributi saranno di: Mirta Faleschini (Deputazione di storia patria per il Friuli), “Vie romane e vie medievali”; Andrea Monopoli (Università di Udine – Università di Trieste), “Fortificazioni: dalla guerra fredda alle opportunità turistiche”; Claudio Lorenzini (Università di Torino), “Fra la strada dell’orto e la strada del ferro. Economie, transiti, commerci fra Carnia e Canale del Ferro”. Coordina Andrea Tilatti.

A Tolmezzo, venerdì 13 marzo, alle 17, nella Biblioteca civica “Adriana Pittoni” appuntamento sul tema “Demografia, emigrazione e lingua in Carnia nel Novecento”. Alessio Fornasin (Università di Udine), “I comportamenti demografici in Carnia nel Novecento”; Javier Grossutti (Deputazione di storia patria per il Friuli), “Tra l’Europa e le Americhe: emigranti carnici nel Novecento”; Gabriele Zanello (Università di Udine), “Emigrazione tra letteratura e lingua”. Modera Andrea Tilatti.

L’evento conclusivo si terrà a Triestevenerdì 17 aprile, alle 15, nella sala Tessitori del Palazzo del Consiglio regionale. Il tema, “Friuli Venezia Giulia 1963-2025. Istituzione e storia di una regione a Statuto speciale”, coordinato da Tullia Catalan e Andrea Tilatti, sarà sviluppato da: Andrea Zannini (Università di Udine), “La Regione autonoma Friuli Venezia Giulia e il terremoto del 1976”; Elena D’Orlando (Università di Udine), “Resilienza e sviluppo: l’autonomia speciale del Friuli Venezia Giulia dal sisma del 1976 alle attuali sfide del regionalismo”; Igor Guardiancich (Università di Padova), “L’economia slovena in Friuli Venezia Giulia dal dopoguerra agli anni Venti del XXI secolo”. Concluderà l’incontro la presentazione del volume “Costruire una Regione speciale. Il Friuli Venezia Giulia negli anni del disgelo e della distensione” (Franco Angeli). Ne discuteranno i curatori, Patrik Karlsen e Raoul Pupo, e Tullia Catalan (Università di Trieste). (sg)

Palmanova accoglie una delegazione portoghese per lo scambio di buone pratiche sui siti UNESCO (il Pais)




Savi: “Prospettive di scambio sul fronte della ricerca e della rievocazione storica”
 Palmanova ha accolto una delegazione di amministratori e operatori culturali provenienti dal Portogallo nell’ambito di uno scambio internazionale dedicato alla conoscenza e alla gestione dei siti UNESCO delle Opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo, di cui la città stellata fa parte. La delegazione, composta da 10 partecipanti, includeva rappresentanti dei Comuni di Almeida, Marvão e Valença, della società di sviluppo culturale Spira e della CCDR Norte, ente pubblico regionale responsabile delle politiche di sviluppo territoriale e culturale del Nord del Portogallo.
La visita fa seguito a precedenti incontri online e aveva come obiettivo principale l’approfondimento del modello di gestione del sito seriale delle Fortezze Veneziane, considerato una buona pratica per l’integrazione tra tutela, pianificazione e valorizzazione del patrimonio.
Durante il soggiorno a Palmanova, la delegazione ha seguito un programma di visite, incontri istituzionali e approfondimenti tecnici, con particolare attenzione agli interventi di restauro e conservazione in corso, tra cui il cantiere del Baluardo Donato e Porta Cividale, la valorizzazione con la multimedialità attraverso sala e ascensore virtuale, oltre a focus sulla cornice normativa regionale per i siti UNESCO e sulle raccomandazioni del Comitato del Patrimonio Mondiale.
I Comuni portoghesi coinvolti sono impegnati nel percorso di candidatura UNESCO del progetto Fortezze Fortificate della Raia, un sistema difensivo sviluppato lungo il confine tra Portogallo e Spagna che mira al riconoscimento come Patrimonio Mondiale e alla costruzione di un’offerta turistica integrata.
«Ci hanno contattato per conoscere le buone pratiche di gestione del nostro sito seriale e questo ci onora, perché riconosce l’approccio responsabile che tutte le “Fortezze Veneziane” hanno saputo costruire in questi anni», ha dichiarato Silvia Savi, Assessore alla Cultura del Comune di Palmanova.

«In questo contesto abbiamo invitato anche la Regione Friuli Venezia Giulia, che con le scelte normative degli ultimi anni, i trasferimenti di risorse e l’istituzione del Tavolo UNESCO FVG ha svolto un ruolo strategico nel modello di gestione e valorizzazione del nostro patrimonio. Questo incontro con la delegazione portoghese si inserisce pienamente nel processo partecipativo del Piano di Gestione locale che stiamo redigendo e potrà portare nuove collaborazioni non solo in ambito di ricerca storica ma anche di pratica culturale e turistica, ad esempio per la valorizzazione e l’accrescimento della rievocazione napoleonica, che rispetto a quella veneziana ha una minore storicità a Palmanova e richiede quindi un ampliamento delle collaborazioni. La città di Almeida è il centro nevralgico di rievocazioni napoleoniche: l’evento principale, che si svolge tipicamente a fine agosto, ricostruisce con estremo rigore l’assedio del 1810, coinvolgendo soldati portoghesi, francesi, spagnoli e britannici».
L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto internazionale e conferma Palmanova come punto di riferimento europeo per la condivisione di esperienze sui sistemi fortificati e sulla gestione del patrimonio culturale.
Foto anteprima: Delegazione Portoghese a Palmanova

 

domenica 1 febbraio 2026

Palmanova, inaugurata la prima ambulanza bariatrica del FVG(Il Meridiano di trieste e Gorizia)

 

Palmanova, inaugurata la prima ambulanza bariatrica del FVG: Riccardi elogia la Croce Rossa

A Palmanova è stata inaugurata la prima ambulanza bariatrica omologata del Friuli Venezia Giulia, acquistata dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana. All’evento ha partecipato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha sottolineato la necessità di potenziare l’organizzazione dei trasporti sanitari per garantire sicurez…
  |  Redazione  |  Salute

APalmanova è stata inaugurata la prima ambulanza bariatrica omologata del Friuli Venezia Giulia, acquistata dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana. All’evento ha partecipato l’assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, che ha sottolineato la necessità di potenziare l’organizzazione dei trasporti sanitari per garantire sicurezza e qualità, soprattutto quando i pazienti devono raggiungere centri altamente specializzati. Riccardi ha ringraziato la Cri per il ruolo fondamentale svolto nel sistema sanitario regionale e ha richiamato il valore della riorganizzazione in corso, pensata per rispondere a bisogni sempre più complessi. Il nuovo mezzo, un Volkswagen 4x4 costato 192mila euro, è progettato per trasferimenti di lunga durata, con autonomia di ossigeno fino a dodici ore e dotazioni ergonomiche avanzate. Omologato fino a 4,5 tonnellate, permette il trasporto in sicurezza di pazienti fino a 350 chilogrammi grazie a una barella elettrica dedicata e a sistemi di sanificazione di ultima generazione. Alla cerimonia erano presenti autorità civili, rappresentanti delle forze dell’ordine e i vertici della Cri di Palmanova.

 

Evangeli e Salmi, edizione illustrata della Bibbia di Gerusalemme (corriere della sera ) di Alberto Melloni

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 Un articolo di stimolo ai credenti, non solo di critica alla Chiesa attuale

Ieri sera (29 gennaio), nella Chiesa dei Santi Giovanni Evangelista e Petronio dei Bolognesi, a Roma, il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, Alberto Melloni, storico del cristianesimo, e Lidia Maggi, pastora battista, hanno presentato il volume Evangeli e Salmi, edizione illustrata della Bibbia di Gerusalemme, con la presentazione del cardinale Matteo Maria Zuppi. Ecco una sintesi dell’intervento del professor Alberto Melloni

San Giovanni XXIII a Venezia

Nella quaresima del 1956 il cardinale Roncalli pubblicava una lettera pastorale su «San Lorenzo Giustiniani e la Sacra Scrittura». Dentro un elogio del riformatore del Quattrocento, il futuro Giovanni XXIII anticipava una leva e un tema del suo Concilio. Perché ricamando citazioni del protopariarca morto cinque secoli prima egli affermava che la familiarità con la Bibbia è parte viva e irrinunciabile della grande tradizione. In anni in cui il cattolicesimo esalta l’autosufficienza del potere della e nella Chiesa, Roncalli racconta d’una Venezia in cui ai crocicchi delle strade le donne cantano la Scrittura appresa a memoria, e propone una pratica che per lui è stata una cultura alternativa alla cultura del nemico e una premessa allo sviluppo dogmatico conciliare.
Quella lezione roncalliana suona oggi tristemente attuale. Perché se c’è un frutto del Concilio che è stato usato per farne marmellata è stata la riconsegna della Bibbia alla vita vissuta dei pastori e dei fedeli. Non è calata la fame della Parola (si pensi al successo del libro di parafrasi bibliche di Aldo Cazzullo o al sermone televisivo su Pietro di Roberto Benigni): è calato l’impegno a coltivarla. Nessun vescovo o prete si sognerebbe di non dire messa in pubblico: ma pochissimi ritengono parte del loro compito insegnare verbo et exemplo come si legge la Bibbia. Così il vuoto che il Concilio voleva colmare di Scrittura s’è riempito di sussidi per predicatori pigri, di libercoli di «spiritualità» dai tratti post-adolescenziali, di fondamentalismo biblico che usa i versetti come clava per far la morale (di solito agli altri), fino allo zelo estemporaneo che mette la Bibbia nei programmi di scuola, ma non ha previsto nessun corso di ermeneutica ebraica e cristiana delle Scritture nei corsi per gli insegnanti.

Rispetto a questa carestia biblica il potere papale può pochissimo. Francesco ha voluto una domenica della Parola, perché come voleva il Concilio l’amore al Corpus Domini fosse eguale a quello per il Verbum Domini: ubbidito sul piano del rito, ma nient’altro. Leone XIV ha iniziato le sue catechesi conciliari dalla Dei Verbum: ma dato che non parlava né di sesso né di politica, poco interesse.
Perché, come aveva capito Roncalli, far conoscere e amare la Bibbia dipende dall’esempio di pastori capaci di far vivere la regola di Bengel: «Tutto di te applica al testo, tutto del testo applica a te». Un testo che richiede rispetto, pazienza, sacrificio e amore.

Li insegna, dai tempi di Roncalli, uno strumento formidabile. Nel 1956 i domenicani dell’Ecole Biblique de Jérusalem raccolsero le loro traduzioni e annotazioni dei libri biblici in un volume unico, La Sainte Bible, poi divenuta Bible de Jérusalem. Dal 1974 La Bibbia di Gerusalemme è arrivata in Italia con la traduzione delle note e dei rinvii della gemella francese, ma usando come traduzione quella della Conferenza episcopale, cosicché lettura individuale, comunitaria e liturgica suonassero insieme. Da allora quella Bibbia ha svolto e continua a svolgere una funzione unica: con le sue note non costringe nessuno a diventare esegeta, ma ricorda a tutti che l’esegesi esiste; non impone di percorrere tutti i rimandi laterali, ma vaccina dallo spiritualismo; si presta alla lettura comune, ma permette la lenta ruminatio quotidiana.

Dopo mezzo secolo l’Ecole ha rivisto le sue note, e di una nuova Bibbia di Gerusalemme esce come anticipazione il tomo di Evangeli e Salmi, stampato simultaneamente in francese per Cerf e in italiano per EDB con un corredo di opere e dettagli d’arte scelti da Jean-François Colosimo, profondo teologo ortodosso e timoniere della gloriosa casa editrice francese. Il testo completo arriverà fra un anno e deciderà molto della Chiesa dei prossimi decenni.
Qualche ex radicale a riposo e qualche vescovo malato di sociologismo considera il cattolicesimo marginale perché vanno a messa «solo» sette milioni di persone ogni domenica e «solo» 550 mila persone hanno partecipato per due anni al cammino sinodale («solo», ditelo ai partiti...). Ma il problema del Paese e della Chiesa non sta nelle quantità. Se quel bacino comunque immenso di gratuità e di ricerca interiore, di scontento e di speranza che è il popolo di ex credenti e di credenti verrà nutrito dalla Bibbia, sarà più mite e più fertile. Se sarà meno mite e meno fertile il Paese sarà più indifeso davanti all’orrore che ci sovrasta e la Chiesa segnata da un tiepidume che, insegna Apocalisse, fa venire il vomito agli angeli.

venerdì 30 gennaio 2026

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A 1 febbraio 2026

 

Messa del Giorno

IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO - ANNO A

Colore Liturgico verde

Antifona

Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. (Sal 105,47)

Si dice il Gloria.

Colletta

Signore Dio nostro,
concedi a noi tuoi fedeli
di adorarti con tutta l’anima
e di amare tutti gli uomini con la carità di Cristo.
Egli è Dio, e vive e regna con te.
 
Prima Lettura

Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero.

Dal libro del profeta Sofonìa
Sof 2,3
3,12-13

Cercate il Signore
voi tutti, poveri della terra,
che eseguite i suoi ordini,
cercate la giustizia,
cercate l'umiltà;
forse potrete trovarvi al riparo
nel giorno dell' ira del Signore.
«Lascerò in mezzo a te
un popolo umile e povero».

Confiderà nel nome del Signore
il resto d'Israele.
Non commetteranno più iniquità
e non proferiranno menzogna;
non si troverà più nella loro bocca
una lingua fraudolenta.
Potranno pascolare e riposare
senza che alcuno li molesti.

Parola di Dio.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 145 (146)

R. Beati i poveri in spirito.

Il Signore rimane fedele per sempre 
rende giustizia agli oppressi,
dà il pane agli affamati.
Il Signore libera i prigionieri. R.

Il Signore ridona la vista ai ciechi, 
il Signore rialza chi è caduto,
il Signore ama i giusti,
il Signore protegge i forestieri. R.

Egli sostiene l’orfano e la vedova,
ma sconvolge le vie dei malvagi.
Il Signore regna per sempre,
il tuo Dio, o Sion, di generazione in generazione. R.

Seconda Lettura

Dio ha scelto ciò che è debole per il mondo.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi
1Cor 1,26-31

Considerate la vostra chiamata, fratelli: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano, né molti potenti, né molti nobili.
Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio.
Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore.

Parola di Dio.

Acclamazione al Vangelo

Alleluia, alleluia.

Rallegratevi ed esultate,
perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (Mt 5,12a)

Alleluia.

Vangelo

Beati i poveri in spirito.

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 5,1-12a


In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Parola del Signore.

Oggi messa nella chiesa delle Grazie in Udine a un anno dalla morte di Rita

  Nella chiesa della Madonna delle Grazie in Udine è stata celebrata una messa a un anno dalla morte di Rita assieme al ricordo di Lidia e L...